Ernesto Balducci in questo saggio pone un pensiero politico forte in direzione della pace.
L’uomo paradossalmente, diceva già Balducci anni fa, è diventato planetario nel momento in cui rischia di estinguersi.
L’uomo, nel suo libero arbitrio è arrivato a tale situazione.
Balducci dice che l’illusione antropocentrica inaugurata da Copernico sta nelle cose.
La persona è dunque a contatto con la natura.
Balducci è ossessivamente convinto nella non presenza degli extraterrestri, dunque enfatizza la responsabilità dell’uomo di custodia e di servizio verso la natura, posizioni che lo avvicinano all’odierno Papa.
L’uomo deve liberarsi dalle ideologie per tornare umile e a servizio.
Così facendo potrà scalzare anche la radice psicologica più profonda della guerra.
L’uomo, dice Balducci, deve riconciliarsi con la propria morte.
San Giorgio, non può più uccidere il drago senza uccidere la vergine, qui troviamo un riferimento occulto ai templari che pochi hanno colto.
Balducci invoca un’unità planetaria, sulla consapevolezza della catastrofe possibile ed universale.
La guerra deve essere superata, mai parole sembrano più attinenti a quanto sta per succedere oggi, per non estinguere il genere umano.
Politicamente è la centralità della creazione e della vita dunque ad ispirarlo, una posizione politica che è anche religiosa.
Balducci ha una visione federalista mondialista, io confederalista autonomista, ma i principi sono gli stessi.
La visione di Balducci, di una religione che non sia più funzionale al potere che si fondi non sui dogmi ma sull’amore richiama invece la tradizione del migliore rosacrocianesimo.
Anche l’attacco ad un Europa direttamente derivante dai Carolingi lo è.
Così come pure lo è una concezione della tecnologia come strumento dell’uomo e non come dio sostitutivo.

Torna in alto