Recensione

E’ un libro davvero documentato, con analisi pazienti e storiograficamente perfette, che si interroga sulle conseguenze pratiche dell’agire di alcune famiglie dell’elité Ebraica fiorentina nel 1800.
Articolato in 7 capitoli, come scritto nell’introduzione, il volume vuole verificare come relazioni, soprattutto di tipo economico, cambiarono e resero emancipati gli ebrei e come al contrario li ancorarono a certi contesti.
Fin dal 1° capitolo c’è un introduzione del contesto locale, nazionale ed internazionale, che contraddistinse il periodo del 1800 fino alla grande guerra.
Si riflette molto inoltre sul concetto di identità Ebraica.
Il 2° capitolo è incentrato sui percorsi di emancipazione dell’ebraismo tra ‘700 e ‘800 , con un particolare focus sulle particolarità Italiane.
Si parla degli stereotipi su ebrei e soldi, delle relazioni economiche sociali e familiari, per verificare e in qualche caso smontare le convinzioni della storiografia moderna nei capitoli successivi.
Ne emerge un ancoraggio dell’elité Ebraica ad alcune professioni, commercio e finanza, nonostante i tentativi di espansione in altri settori.
Peccato per la mancata collaborazione della comunità Ebraica di Firenze che forse avrebbe reso ancora più completo il libro che comunque è documentatissimo ricco di fonti sia tradizionali nella storiografia sia alternative.

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