Secondo la tradizione il più famoso degli Esseni fu Gesù.
Anche se molti studiosi dicono che fosse in realtà un terapeuta e non un esseno, sicuramente era a conoscenza ed era maestro della sapienza Essena.
La cultura degli Esseni, ci ha lasciato i sette specchi per spiegare i vari tipi di rapporti umani.
Attraverso questi sette specchi esseni possiamo capire il significato profondo della vita.

Il primo specchio dice: ” quello che invio sarà quello che riceverò”
L”insegnamento è incentrato sul qui e ora.
Se abbiamo accanto persone piene di amore allora vorrà dire che anche noi saremo pieni d’amore.
Le nostre vibrazioni interne, attirano persone con le stesse vibrazioni vicino a noi.
Nel primo specchio esseno vediamo riflessa l’immagine esatta di ciò che siamo noi in questo tempo presente.

Se ciò che chi abbiamo vicino ci rimanda allora non ci piace,
dovremo cambiare noi stessi, i nostri pensieri e non gli altri.

Il secondo specchio dice : ” come giudico sarò giudicato”.
Quando intorno a noi ci sono persone fastidiose, irritanti, è probabile che ci stiano mostrano solamente un nostro aspetto del nostro presente.
Se per esempio giudicherai qualcuno per ciò che dice, la stessa cosa ti ricapiterà prima o poi.
Gesù infatti ci invitava a non giudicare per non essere giudicati con la stessa misura

Ogni persona che abbiamo vicino dunque o ci sta mostrando noi nel presente, primo specchio, o ci sta mostrando un giudizio verso gli altri che abbiamo nel presente, secondo specchio.

Il terzo specchio dice : ” cosa mi manca cosa ho perso?”
Ti è mai capitato di essere colpito dal classico colpo di fulmine, un attrazione magnetica per una persona?
Sembriamo stregati e stare con quella persona diventa per noi una droga.
Ciò accade perchè quella persona ha qualche qualità del nostro carattere, che con il tempo abbiamo smesso di coltivare.
Il terzo specchio esseno ci ricorda, tramite la persona, di coltivare uno degli aspetti di noi stessi che per mille motivi abbiamo tralasciato.

Quando ciò accade possiamo domandarci quale è la qualità che avevamo e che vogliamo ritrovare tramite questa persona.
Ovviamente l’attrazione di cui si parla non è solo di tipo amoroso ma di qualsiasi tipo.
Ogni giorno sacrifichiamo qualche parte di noi, anche inconsciamente.
Questo effetto spesso viene scambiato per amore ma scompare una volta che torniamo a coltivare la nostra parte mancante.

Il terzo specchio ci insegna che tutti siamo interconnessi, così come siamo destinati a risvegliarci reciprocamente ogni giorno.

Il quarto specchio “Cosa temi di perdere perderai”, dice il quarto specchio.
Quando temiamo di perdere qualcosa, poichè la nostra mente è programmata per avere certezze confermate, mettiamo in atto comportamenti che ci boicottano per perderla davvero.
Magari abbiamo privilegiato la carriera, perdendo un amore vero.

Questo specchio è lo specchio delle dipendenze poichè ci mostra da cosa dipendiamo e per cosa agiamo.
Anche il successo può essere una dipendenza che per essere accolta,fa per forza spazio a qualcos’altro.
Questa dipendenza va riconosciuta prima che ci obblighi a rinunciare a parti di noi stessi.

Quinto specchio ” Il rapporto con la divinità”.
Quale è il tuo rapporto con Dio? Hai fede?
Osserva se hai lo stesso atteggiamento con il rapporto con i tuoi genitori.
Spesso, abbiamo il medesimo rapporto con i ostri genitori biologici, rispetto ai nostri genitori celesti.
‘ uno degli specchi esseni più potenti e allo stesso tempo difficili da comprendere.
Ci permette di capire il nostro rapporto sia con Dio sia con i nostri genitori.

Se ti senti abbandonato da Dio, lo penserai anche dei tuoi genitori probabilmente.
A volta conformiamo la nostra vita in base al rapporto tra noi ed il Dio genitore

Sesto specchio ” L’oscura notte dell’anima”
Non si direbbe dal nome ma è lo specchio più positivo e potenziante. Secondo questo specchio, quando nella vita ci accade qualcosa di tremendo è perchè siamo pronti a sopportarlo e a salire nella nostra crescita spirituale.
Questo specchio ci mostra le opportunità più belle corrispondere ai momenti più brutti.
Certo non è facile da accettare.
Se pensiamo ad esempio che è una benedizione un cancro di certo non è facile: ma ciò accade solo se crediamo nella casualità degli eventi.
Nulla accade per caso: c’è sempre una lezione da imparare e metabolizzare.

Il nome “la notte oscura dell’anima”rappresenta la potenziale possibilità di perdere tutto ciò che ci è stato caro nella vita.
Sfidando questo abisso nero, nudi ed indifesi,ne usciremo rinati e più forti di prima.

Nella tradizione, è lo specchio più sottile.
E’ lo specchio che ci fa ammettere che ogni cosa che ci succede, buona cattiva, è perfetta e naturale.
Lo specchio ci chiede di concepire e ammettere la nostra vita perfetta così come è.
Ci sprona ad individuare cosa è perfetto in noi, senza fare alcun paragone con altri.
Non è facile fare questa operazione per una mente duale che distingue tra bene e male buono o cattivo, belo o brutto.
Ogni cosa andrebbe vista invece come perfetta e unica.

Siamo Noi l’unico punto di riferimento per i risultati che raggiungiamo.

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