Amori Tossici

Amori tossici di Laura Pigozzi recensione.

In questo saggio Laura Pigozzi, intende spiegarci da dove derivano gli amori tossici.

Anche questo libro, come gli altri dell’autrice, si parla di famiglie, crescita, adolescenze.
Tutti temi molto importanti che la psico analista affronta con grande preparazione scientifica, ma, a nostro avviso, anche con un pizzico di ideologia di troppo.
Le relazioni, vengono portate fuori da una dimensione di auto aiuto e precipitate troppo in un campo materico come quello della politica.
La Pigozzi parla di incantesimi, parola precisa per un esoterista, che ci impedisce di allontanarci da un eventuale amore tossico: questo in esoterismo si chiama legamento d’amore ed è magia nera.
Ci parla di un assoluto che rende l’amore tossico, concetto inaccettabile per un esoterista, in quanto ogni esperienza ha una sua precisa motivazione animica.
Dice la Pigozzi che il nostro tempo è contrassegnato dal concetto di confine e di sconfinamento: è proprio lo stesso errore in cui sembra cadere lei nel testo.
La dottoressa divide tra amori tossici e amori passionali, non capendo che gli amori passionali, anche quando non tossici, rappresentano sempre e solo amorii di primo grado esotericamente parlando.
Il gorgo fatto di passione e basta di cui parla la Pigozzi prima o poi stancherà entrambi.
Secondo l’autrice l’amore è tossico quando c’è sconfinamento, secondo la tradizione spirituale invece, l’amore è tossico quando non c’è compenetrazione, quando ci sono troppi confini.
Condivido quando dice che l’amore andrebbe sempre proiettato verso l’esterno, i suoi frutti andrebbero condivisi, ma non è possibile senza un evoluzione.

Molte storie non si chiudono, come dice la Pigozzi, quando uno dei due ha paura dell’imperfezione che porta l’evoluzione del rapporto, ma quando non vi sono più le ragioni animiche per portarle avanti.
Concordo quando l’autrice afferma che l’amore c’è quando si riesce a tollerare nell’altro anche l’impossibile, se è generato dall’amore, ma solo se c’è crescita anche per il partner.
Bellissima invece l’estensione del concetto di amore all’amicizia ed alla coppia di musicisti.
L’amore è l’incontro, dice l’autrice tra mondi diversi, tra due universi perfettamente esogauci.
Giustamente dice la Pigozzi l’amore quando è vero non ha bisogno di controllo: quello è amore viziato dalle passioni tristi della paura e dell’abbandono, dico io. Ma non è vero che tale fenomeno si sviluppa per lo più nelle famiglie anche se i casi ci sono.
La dottoressa ci parla poi dell’alissitimia, ovvero la mancanza delle parole per dire ciò che si prova. Questo per me non è un limite, se lo si riesce a dimostrare o in qualche modo ad evidenziare.
La parola non manifestata, ci spiega la dottoressa, provoca la comparsa di malattie anche gravi come la fibromialgia. Siamo d’accordo, anzi gran cosa che lo dica una psicologa, ma l’emozione non si manifesta soltanto con la parola.
Bene fa invece a dire la Pigozzi che dalla moltiplicazione dei generi, e dei vari amori tossici, ne vedremo tantissimi nel libro ed interessantissimi, non si capiscono le cause profonde.
Coraggiosa la dottoressa Pigozzi a parlare del desiderio delle persone trans verso i minori ma le cose vanno chiamate con il loro nome: pedofilia, senza concedere spazi politici per tali rivendicazioni, ma semmai, per chi ne ha il compito, indagando le cure possibili per tali soggetti deviati e pericolosi.
Interessanti i casi clinici riguardanti i minori trans, ma a mio parere ci vorrebbe un approfondimento sul perchè sono statisticamente aumentati.
Troppo marxista quel concetto di plus materno, categoria sotto la quale sembrano ricadere tutti gli amori madre figlio, seppure i casi di tossicità non mancano.
Concordo invece sul rendere più indipendenti i figli, senza levare quell’affetto naturale ma che deve essere teso verso la crescita.
La dottoressa ci spiega come avere cittadini bambini faccia comodo anche al potere.
Giustamente dice la dottoressa, bisogna educare i bambini a pensare strategie per cavarsela da soli, a desiderare, e capire come trasformare il desiderio in realtà. Io aggiungo bisogna anche educarli a capire ogni conseguenza, anche negativa, di ogni desiderio.
La ripresa dell’umanesimo che propone la dottoressa mi pare saggia, io ci aggiungerei la spiritualità.
Ci spiega la dottoressa che più amori tossici viviamo da giovani ed a bambini, più ne vivremo da grandi sicuramente vero.
Interessante la conclusione sull’interdisciplinarietà scientifica per capire i vari tipi di amore: peccato non so consideri anche ad esempio l’astrologia.

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